Lo sposo fissa la sua sposa, improvvisamente molto meno sicuro di sé.
“Cosa avevate pianificato tu e tuo padre?”
La sposa ripone lentamente il telefono.
“Niente di complicato. Mio padre mi ha semplicemente chiesto di chiamarlo se aveste fatto esattamente quello che sospettava.”
La giovane donna con l’anello al dito sorride nervosamente.
“Stai solo cercando di spaventarci.”
La sposa la guarda.
“No. Qualche minuto fa ero sconvolta. Ora voglio solo capire fino a che punto intendevate spingervi.”
Lo sposo la interrompe:
“Basta con queste sciocchezze. Il matrimonio viene ripreso.”
“Sì. Ed è proprio per questo che mio padre voleva che stessi zitta fino ad oggi.”
Il sorriso dello sposo svanisce.
“Cosa significa?”
La sposa guarda gli invitati.
Poi si rivolge di nuovo a lui.
“Da quanto tempo state pianificando tutto questo?” «
La giovane donna risponde:
“Non ti riguarda più.”
La sposa sorride leggermente.
“Al contrario. Ora mi interessa moltissimo.”
Lo sposo prende la mano dell’altra donna.
“Andiamo.” «Andiamo.»
Ma prima che raggiungano l’uscita, la porta dell’ingresso si apre.
Entra un uomo elegante con un tovagliolo in mano.
La sposa lo riconosce.
«Siete venuto in fretta.»
Lo sposo guarda l’uomo.
«Chi siete?»
Lo sconosciuto risponde con calma:
«Il consulente legale di suo padre.»
La giovane donna ritira immediatamente la mano da quella dello sposo.
Lo sposo aggrotta la fronte.
«Perché un consulente legale è qui?»
L’uomo posa il tovagliolo su un tavolo.
«Perché sua moglie ci ha chiamati.»
«Noi?»
«Suo padre ed io.»
Lo sposo guarda la sposa.
«Ha già parlato con un avvocato di me?»
«Ormai da diverse settimane.»
«Perché?»
La sposa non risponde.
Il consulente apre la sua valigetta.
«Forse perché alcune cose riguardo alle sue intenzioni sembravano insolite.»
Lo sposo ride.
«Le mie intenzioni?» “Siamo sposati. È tutto perfettamente legale.”
Il consulente annuisce.
“Il vostro matrimonio, sì. Ma sembra che stiate facendo una notevole confusione tra matrimonio e proprietà.”
La giovane donna con l’anello interviene:
“Lei possiede diverse proprietà. Ora che sono sposati, lui ne ha diritto.”
Il consulente la guarda.
“Chi te l’ha detto?”
Lei esita.
“È ovvio.”
“No. Non è affatto ovvio.”
Lo sposo si innervosisce.
“Dove vuoi arrivare?”
Il consulente tira fuori un documento.
“I beni a cui sembra che vi riferiate sono soggetti a specifiche disposizioni di legge. Il vostro matrimonio non significa automaticamente che diventino vostri.”
Lo sposo guarda immediatamente la sposa.
“Lo sapevate?”
Lei risponde:
“Mio padre lo sapeva.”
“E voi?”
“Avevo i miei sospetti.”
La giovane donna sussurra allo sposo:
“Ma mi avevi detto che tutto sarebbe cambiato dopo la cerimonia.”
Nella stanza cala il silenzio.
Lo sposo si volta bruscamente verso di lei.
“Silenzio.”
La sposa li guarda.
“Interessante. Come cambierebbe tutto?”
La giovane donna si rende conto del suo errore.
“Mi riferivo alla tua vita.”
“Certo.”
Il consulente estrae un secondo documento.
“C’è qualcos’altro.”
Lo sposo sospira.
“Cos’è adesso?”
“Il padre di tua moglie aveva previsto che qualcuno avrebbe potuto approfittarsi della sua situazione finanziaria.”
“Assurdo.”
“Forse. Ma ha preso delle precauzioni.”
La sposa chiede:
“È questo che mio padre voleva che portassi?”
“In parte.”
Le porge una busta.
“Tuo padre mi ha chiesto di dartela solo se lo avessi chiamato il giorno del matrimonio.”
Lei guarda la busta.
“Non me ne ha mai parlato.”
“È stato intenzionale.”
Lo sposo fissa la busta.
“Cosa c’è dentro?”
Il consulente risponde:
“Non è indirizzata a lei.”
La sposa apre la busta.
Legge in silenzio.
La sua espressione cambia.
“Quindi mio padre sapeva da tempo…”
Lo sposo si avvicina.
“Sapeva cosa?”
Lei piega la lettera.
“Che qualcuno stava cercando informazioni sui miei beni.”
Lo sposo si immobilizza.
La giovane donna con l’anello lo guarda immediatamente.
La sposa nota la loro reazione.
“Perché vi guardate?”
“Non ci stiamo guardando”, risponde lo sposo.
Il consulente apre il suo fascicolo.
“Circa sei mesi fa, sono state fatte diverse richieste riguardanti alcune società appartenenti alla famiglia di sua moglie.”
Lo sposo risponde:
“E allora?” «Sono informazioni pubbliche.»
Il consigliere lo guarda.
«Non ho mai detto che fossero pubbliche.»
Silenzio.
L’espressione dello sposo cambia.
La sposa si avvicina.
«Come faceva a sapere di quali informazioni parlava?»
«L’ho intuito.»
«Oggi sta dando per scontate molte cose.»
La giovane donna interviene:
«Basta. Ce ne andiamo.»
La sposa guarda l’anello al dito.
«Prima di andarmene, vorrei capire una cosa.»
«Q»