Le due amiche rimasero immobilizzate.
La persona che era appena entrata chiuse lentamente la porta dietro di loro.
Nessuna disse una parola.
Il silenzio si fece pesante.
La prima ragazza provò a sorridere.
“Tu… sei qui da molto?”
La persona la guardò con calma.
“Abbastanza a lungo.”
Le due amiche si scambiarono un’occhiata preoccupata.
La seconda chiese con esitazione:
“Avete sentito… cosa esattamente?”
La risposta arrivò senza esitazione.
“Ogni singola parola.”
La prima sentì il viso impallidire.
“Ascolta… non è quello che pensi.”
La persona si avvicinò lentamente al tavolo.
“Allora spiegate.”
Nessuna delle due riuscì a trovare le parole.
Tornò il silenzio.
La prima ragazza fece un respiro profondo.
“Volevamo solo impedirgli di scoprire la verità troppo presto.”
La persona aggrottò la fronte.
“Quale verità?”
Le due giovani donne si guardarono.
Nessuna delle due voleva rispondere.
Alla fine, la seconda mormorò:
“Quello che potrebbe cambiargli la vita per sempre.”
La persona rimase immobile.
“Ne avete parlato… fin dall’inizio?”
La prima donna annuì lentamente.
“Sì.”
“Non sa ancora niente.”
La persona sentì il cuore batterle forte.
“Niente su cosa?”
La prima donna aprì un cassetto della cucina.
Estrasse una piccola scatola di legno, accuratamente chiusa.
La posò sul tavolo.
Le tremavano le mani.
“È tutto lì dentro.”
La persona guardò la scatola.
“Cos’è?”
La seconda donna rispose quasi sussurrando:
“Le prove.”
La prima donna chiuse gli occhi per qualche secondo.
“Pensavamo di avere ancora un po’ di tempo.”
La persona allungò lentamente la mano verso la scatola.
Proprio mentre le sue dita stavano per toccare il coperchio…
La prima ragazza gridò:
“Aspetta!”
La persona si fermò.
“Se la apri adesso…”
Sentì le lacrime affiorare agli occhi.
“Niente sarà più come prima.”
In quel momento…
Suonò il campanello.
Le tre rimasero immobili.
Un secondo squillo.
Poi una voce maschile provenne da dietro la porta d’ingresso.
“Sono io… per favore aprite.”
Le due amiche impallidirono all’istante.
La seconda ragazza fece un passo indietro.
Sussurrò con voce tremante:
“No… è già qui…”