“Tutto era pronto per una decisione importante… ma il fratello interruppe la cerimonia e rivelò il segreto nascosto per anni”

Il fratello tiene il telefono davanti a sé.

Riccardo lo guarda con evidente preoccupazione.

«Ti ho detto di fermarti.»

La giovane donna guarda entrambi.

«No. Adesso voglio sapere.»

Il fratello risponde:

«Sei sicura? Perché dopo aver visto questo, potresti cambiare idea su tutto.»

«Mostramelo.»

Riccardo stringe le mani.

«Non è come sembra.»

Il fratello apre un video sul telefono.

Sul display appare Riccardo, registrato alcune settimane prima, mentre parla con un uomo in un ufficio.

La donna guarda Riccardo.

«Chi è quell’uomo?»

Riccardo non risponde.

Il fratello fa partire l’audio.

Nel filmato l’uomo dice:

«Se lei scopre la verità prima della cerimonia, potrebbe non presentarsi.»

Riccardo risponde nel video:

«Lo so. Per questo voglio aspettare.»

Il fratello interrompe la registrazione.

Silenzio totale.

La giovane donna guarda Riccardo.

«Quale verità?»

«Posso spiegarti.»

«Allora fallo adesso.»

Riccardo guarda gli invitati.

«Non qui.»

Lei scuote la testa.

«Hai avuto settimane per parlarmi in privato. Adesso voglio sapere.»

Il fratello interviene:

«Dille cosa è successo veramente sei mesi fa.»

Riccardo lo guarda.

«Non riguarda soltanto me.»

«Ma riguarda lei.»

La giovane donna domanda:

«Cosa è successo sei mesi fa?»

Riccardo prende fiato.

«Ho ricevuto una telefonata dall’ospedale.»

Lei appare confusa.

«Quale ospedale?»

«Quello dove sono stato ricoverato dopo l’incidente.»

«E cosa volevano?»

Riccardo abbassa gli occhi.

«Avevano ritrovato alcuni documenti che non mi erano mai stati consegnati.»

Il fratello aggiunge:

«Documenti che lui ha nascosto anche a me.»

Riccardo risponde:

«Perché prima volevo capire se fossero autentici.»

La donna domanda:

«E cosa c’è scritto?»

Riccardo rimane in silenzio.

Lei insiste:

«Riccardo, guardami.»

Lui finalmente alza gli occhi.

«Il giorno dell’incidente non ero solo.»

La donna si blocca.

«C’era qualcun altro con te?»

«Sì.»

«Chi?»

Riccardo guarda suo fratello.

Il fratello risponde:

«Nostro padre.»

Gli invitati rimangono immobili.

La donna sembra confusa.

«Ma mi avevi detto che tuo padre era all’estero quel giorno.»

Riccardo annuisce lentamente.

«Era quello che credevo.»

«Come puoi non sapere se tuo padre era con te?»

«Perché non ricordo tutto di quel giorno.»

Il fratello prende un’altra fotografia dal telefono.

«Questa è stata scattata poco prima.»

La donna osserva l’immagine.

Riccardo e suo padre sono davanti a un edificio.

Ma accanto a loro compare anche una donna.

La giovane donna guarda meglio.

Poi cambia espressione.

«Aspetta…»

Riccardo la osserva.

«La conosci?»

Lei prende il telefono dalle mani del fratello.

«Questa è mia madre.»

Silenzio.

Riccardo rimane senza parole.

«Tua madre?»

«Sì.»

«È impossibile.»

«Perché mia madre era con voi?»

Il fratello risponde:

«È proprio quello che stiamo cercando di capire.»

La donna guarda Riccardo.

«Tu sapevi che le nostre famiglie si conoscevano?»

«L’ho scoperto soltanto recentemente.»

«E non hai pensato di dirmelo?»

«Volevo farlo.»

«Quando? Dopo la cerimonia?»

Riccardo non risponde.

Lei restituisce il telefono.

«Continua il video.»

Il fratello fa ripartire la registrazione.

L’uomo nell’ufficio consegna a Riccardo una busta.

«Questa apparteneva a suo padre. Aveva lasciato istruzioni precise.»

Nel filmato Riccardo domanda:

«Quali istruzioni?»

«Doveva aprirla soltanto quando avesse deciso con chi costruire il suo futuro.»

Il video termina.

La giovane donna guarda Riccardo.

«Dov’è quella busta?»

Riccardo indica discretamente una piccola borsa accanto alla sua sedia.

Il fratello la prende.

Dentro trova un’envelope sigillata.

«Non l’hai ancora aperta?»

Riccardo scuote la testa.

«No.»

«Perché?»

«Perché avevo paura di quello che avrei trovato.»

La donna si avvicina.

«Aprila.»

Riccardo rompe lentamente il sigillo.

Dentro ci sono una lettera e una vecchia fotografia.

La fotografia mostra due famiglie insieme molti anni prima.

La donna riconosce immediatamente sua madre.

Riccardo riconosce suo padre.

«Si conoscevano da anni…»

Il fratello prende la lettera.

«C’è scritto qualcosa dietro.»

Riccardo gira la fotografia.

Una data.

La donna diventa pallida.

«Questa fotografia è stata scattata prima che noi nascessimo.»

Riccardo apre la lettera.

Legge lentamente.

Poi si interrompe.

«No…»

La donna domanda:

«Cosa dice?»

Riccardo continua:

«“Se stai leggendo questa lettera, probabilmente hai finalmente incontrato la figlia della donna che un tempo salvò la nostra famiglia dalla rovina.”»

La giovane donna guarda Riccardo.

«Sta parlando di mia madre?»

Il fratello risponde:

«Continua.»

Riccardo legge:

«“Ciò che possiedi oggi non è nato soltanto dal lavoro della nostra famiglia. Una parte apparteneva originariamente alla sua.”»

La sala rimane completamente silenziosa.

La donna domanda:

«Una parte di cosa?»

Riccardo gira pagina.

Il suo volto cambia.

«Dell’azienda.»

Lei resta immobile.

«La mia famiglia possedeva una parte della vostra azienda?»

«Secondo questa lettera, sì.»

Il fratello guarda Riccardo.

«Ecco perché non volevi che lo sapesse.»

«No.»

«Allora perché hai aspettato?»

Riccardo risponde:

«Perché manca qualcosa.»

Mostra la lettera.

«Qui parla di un documento allegato. Ma nella busta non c’è.»

La donna domanda:

«Che documento?»

«Un accordo firmato dai nostri genitori.»

Il fratello controlla nuovamente la busta.

È vuota.

«Qualcuno l’ha tolto.»

Riccardo guarda l’uomo che compare nel video.

«Lui.»

«Chi è?»

«L’ex avvocato di nostro padre.»

La giovane donna prende il telefono.

«Chiamalo.»

Riccardo compone il numero.

L’uomo risponde dopo pochi secondi.

«Riccardo.»

«Manca un documento nella busta.»

Silenzio.

«Lo so.»

Riccardo cambia espressione.

«Dov’è?»

«Non potevo lasciarlo lì.»

«Perché?»

«Perché qualcuno lo stava cercando.»

Il fratello interviene:

«Chi?»

L’avvocato rimane in silenzio.

Poi dice:

«La stessa persona che ha cercato per anni di impedire che le vostre due famiglie scoprissero la verità.»

La donna domanda:

«Quale verità?»

L’uomo risponde:

«Che la società non avrebbe mai dovuto appartenere interamente alla famiglia di Riccardo.»

Silenzio.

«Dove si trova il documento?»

«In una cassetta di sicurezza.»

«Dammi l’indirizzo.»

L’avvocato risponde:

«Non posso.»

«Perché?»

«Perché la cassetta può essere aperta soltanto da due persone insieme.»

Riccardo domanda:

«Chi?»

«Tu… e la donna che stai per sposare.»

Entrambi rimangono immobili.

Poco dopo si recano nell’ufficio indicato.

Un responsabile porta una vecchia cassetta.

Riccardo e la giovane donna firmano entrambi.

La cassetta viene aperta.

Dentro trovano un fascicolo, una chiave e una seconda fotografia.

La donna apre il fascicolo.

«Qui c’è il nome di mia madre.»

Riccardo guarda.

«E quello di mio padre.»

Il fratello legge una pagina.

«Aspettate.»

«Cosa?»

«Questo non è soltanto un accordo commerciale.»

Riccardo domanda:

«Allora cos’è?»

«È una dichiarazione di proprietà.»

La donna prende il documento.

Legge.

Poi guarda Riccardo.

«Qui dice che mia madre non aveva venduto la sua quota.»

Riccardo resta immobile.

«Allora cosa era successo?»

Il fratello gira pagina.

«La quota era stata affidata temporaneamente a vostro padre.»

«Temporaneamente?»

«Sì.»

«Fino a quando?»

Il fratello continua a leggere.

Poi si blocca.

«Fino al giorno in cui un erede della sua famiglia avesse richiesto formalmente la restituzione.»

La giovane donna resta senza parole.

Riccardo la guarda.

«Quell’erede sei tu.»

Lei scuote lentamente la testa.

«Io non sapevo niente.»

«Ti credo.»

«Allora perché mia madre non me l’ha mai detto?»

Il fratello prende la piccola chiave.

«Forse la risposta è questa.»

Sul portachiavi c’è un numero.

Riccardo lo riconosce.

«È il numero del vecchio ufficio di nostro padre.»

Arrivano nell’edificio.

La chiave apre un cassetto nascosto.

Dentro c’è un piccolo registratore e una lettera.

Riccardo accende il dispositivo.

Si sente la voce di suo padre.

«Se Riccardo e la figlia di Elena stanno ascoltando questo insieme, significa che finalmente le due famiglie si sono incontrate di nuovo.»

La giovane donna sussurra:

«Elena era mia madre.»

La registrazione continua.

«Prima di prendere qualsiasi decisione sull’azienda, dovete sapere perché Elena se ne andò.»

Riccardo guarda la donna.

La voce prosegue:

«Non vendette mai la sua parte. Fu convinta a rinunciarvi temporaneamente dopo aver ricevuto informazioni false sulla nostra famiglia.»

Il fratello domanda:

«Informazioni date da chi?»

La registrazione sembra sul punto di rivelarlo.

Ma improvvisamente si interrompe.

Riccardo controlla il dispositivo.

«Finisce qui.»

La donna nota la lettera.

«Forse il resto è scritto.»

La apre.

Dentro c’è una sola pagina.

In fondo compare una firma.

La donna la riconosce immediatamente.

«No…»

Riccardo domanda:

«Chi è?»

Lei gli mostra il nome.

«Mio padre.»

Silenzio.

«Tuo padre aveva detto a tua madre quelle cose?»

«Non lo so.»

Il fratello nota una frase scritta sotto la firma.

La legge:

«“Questa dichiarazione non è stata scritta volontariamente.”»

Riccardo guarda la donna.

«Allora qualcuno lo aveva costretto a firmarla?»

Lei continua a leggere.

«C’è un altro nome.»

«Di chi?»

Prima che possa rispondere, la porta dell’ufficio si apre.

Un uomo anziano entra lentamente.

La giovane donna si immobilizza.

«Papà?»

Riccardo guarda prima lei, poi l’uomo.

«Quello è tuo padre?»

L’uomo osserva il documento nelle loro mani.

«Vedo che finalmente l’avete trovato.»

Sua figlia domanda:

«Perché il tuo nome è qui?»

L’uomo chiude lentamente la porta.

«Perché vostra madre non è stata l’unica persona a cui è stata nascosta la verità.»

Riccardo domanda:

«Chi ha iniziato tutto questo?»

L’uomo guarda il fratello di Riccardo.

Poi risponde:

«Prima di dirvelo, chiedete a lui perché sapeva dell’esistenza di quel video prima ancora che Riccardo ricevesse la busta.»

Tutti si girano verso il fratello.

Riccardo resta immobile.

«Tu sapevi della busta?»

Il fratello non risponde.

«Rispondimi.»

La giovane donna guarda il telefono ancora nelle sue mani.

Poi comprende qualcosa.

«Aspetta… se quel video era privato, come hai fatto ad averlo?»

Il fratello abbassa lentamente il telefono.

Per la prima volta, non ha una risposta pronta.

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