Julien si immobilizzò.
Le sue dita si chiusero lentamente attorno alla busta.
Lily non disse una parola.
Il suo sguardo rimase fisso sulla porta del corridoio.
Julien si inginocchiò davanti a lei.
“Lily… chi ti ha dato questa busta?”
La bambina esitò.
Poi rispose a bassa voce:
“Qualcuno mi ha detto di dartela prima della cerimonia.”
Julien sentì il cuore battergli forte.
“Conosci questa persona?”
Scosse leggermente la testa.
“No… ma sapeva il mio nome.”
Il silenzio calò nel corridoio.
In lontananza, si sentivano ancora le risate degli invitati.
Come se nulla fosse accaduto.
Julien esaminò la busta.
Era perfettamente sigillata.
Il suo nome era scritto a mano.
Riconobbe immediatamente la calligrafia.
Il suo viso impallidì.
“È impossibile…”
Lily alzò lo sguardo.
“Papà… cos’è?”
Julien le accarezzò dolcemente i capelli.
“Questa calligrafia… l’ho già vista.”
“Dove?”
Rimase in silenzio per qualche secondo.
“Molto tempo fa.”
La sua mano tremava.
Aprì lentamente la busta.
Dentro…
Un singolo foglio di carta.
Nessuna firma.
Solo una frase.
La lesse a bassa voce.
“Prima di dire di sì, falle solo una domanda.”
Sotto…
Una data.
Julien aggrottò la fronte.
Quella data era esattamente il giorno in cui aveva incontrato la sua futura moglie.
Lily guardò suo padre.
“Cosa significa?”
Julien piegò lentamente il foglio.
“Non ne sono ancora sicuro.”
Improvvisamente…
Dei passi echeggiarono alle loro spalle.
Si voltarono.
Il corridoio era vuoto.
Eppure…
Una porta si era appena chiusa dolcemente.
Julien prese la mano di Lily.
“Resta vicino a me.”
Tornarono nella stanza.
La cerimonia non era ancora iniziata.
Gli invitati chiacchieravano sottovoce.
La sua fidanzata sorrise vedendolo tornare.
“Va tutto bene?”
Julien la guardò in viso.
Poi lanciò un’occhiata discreta al foglietto nascosto nella giacca.
“Sì… ho trovato Lily.”
Lei sorrise.
“Bene.”
Ma il suo sguardo si posò per un istante sulla tasca di Julien.
Come se sapesse esattamente cosa teneva in mano.
Julien se ne accorse subito.
Il maestro di cerimonie si fece avanti.
“Possiamo iniziare.”
Tutti presero posto.
Julien rimase immobile.
I suoi pensieri continuavano a ripetergli quella frase. **”Falle solo una domanda.”**
Alzò lentamente lo sguardo verso la sua fidanzata.
“Prima che inizi la cerimonia…”
Tutta la sala si voltò verso di lui.
“Vorrei farle una domanda.”
La giovane donna continuò a sorridere.
“Certo.”
Julien fece un respiro profondo.
Poi ripeté esattamente la frase scritta nella lettera.
In quell’istante…
Il sorriso della sua fidanzata svanì.
Rimase immobile.
Gli invitati si scambiarono sguardi stupiti.
Persino Lily capì che qualcosa era appena cambiato.
Dopo alcuni secondi di silenzio…
La giovane donna sussurrò:
“Chi ti ha detto quella frase?”
Julien non rispose.
La fissò.
Lei fece un passo indietro.
Per la prima volta dall’inizio della giornata…
Sembrava in preda al panico.
Poi una voce maschile risuonò dall’ingresso della stanza.
“Perché era giunto il momento che conoscesse finalmente la verità.”
Tutti gli ospiti si voltarono.
Uno sconosciuto era in piedi sulla porta.
In mano…
Stringeva una seconda busta.
Esattamente identica alla prima.
Dissolvenza in nero.