Lo schermo diventa nero.
Passano alcuni secondi.
L’uomo rimane immobile.
Il mazzo di fiori è ancora tra le sue mani.
Il suo sguardo non si stacca mai dal ciondolo.
Il bambino lo guarda con curiosità.
“Signore…
Sta bene?”
L’uomo alza lentamente lo sguardo.
Osserva il viso del bambino.
I suoi occhi.
Il suo timido sorriso.
Poi torna a guardare la collana.
Mormora quasi tra sé e sé.
“È impossibile…”
Il bambino aggrotta leggermente la fronte.
“Conosci questa collana?”
L’uomo non risponde subito.
Sembra incapace di trovare le parole giuste.
Alla fine chiede a bassa voce.
“Dov’è tua madre oggi?”
Il bambino abbassa lo sguardo.
Il suo sorriso scompare.
“Se n’è andata due anni fa.”
Il silenzio cala sulla strada.
Alcuni passanti continuano per la loro strada, ignari di ciò che sta accadendo.
L’uomo sente un nodo alla gola.
“E tuo padre?”
Il ragazzo alza leggermente le spalle.
“Non l’ho mai conosciuto.”
Queste poche parole colpiscono l’uomo come un fulmine.
Chiude gli occhi per un istante.
Poi li riapre lentamente.
“Chi si prende cura di te?”
“Mia nonna.
Quando sta male…
vengo a vendere fiori.”
Indica timidamente il piccolo cestino, quasi vuoto.
“Così…
posso comprarle le medicine.”
L’uomo guarda il cestino.
I fiori sono semplici.
Alcuni iniziano già ad appassire.
Poi guarda le scarpe consumate del bambino.
Poi le sue mani, arrossate dal freddo.
Il suo sguardo torna ancora una volta al ciondolo.
Lo riconosce perfettamente.
L’aveva comprato lui stesso vent’anni prima.
In una piccola gioielleria…
Il giorno in cui aveva promesso alla donna che amava…
che non si sarebbero mai lasciati.
Il suo respiro si fece affannoso.
“Come si chiamava tua madre?”
Il ragazzo rispose senza esitazione.
Usando un nome che l’uomo non sentiva da molti anni.
Il mazzo di fiori gli scivolò quasi di mano.
Il suo viso impallidì completamente.
Il ragazzo lo guardò con preoccupazione.
“Signore…
È sicuro di stare bene?”
L’uomo non rispose ancora.
Decine di ricordi lo travolsero.
Le passeggiate.
Le promesse.
I progetti.
Poi quella lettera.
Quella lettera che gli diceva che lei aveva lasciato il paese…
e che non voleva più vederlo.
Aveva creduto a ogni singola parola.
Per tutti quegli anni.
Il ragazzo continua a osservarlo.
“Stai piangendo…”
L’uomo si asciuga velocemente gli occhi.
Senza nemmeno rendersene conto.
“Tua madre…
ti ha parlato di tuo padre?”
Il bambino scuote lentamente la testa.
“Ha solo detto…
che era una brava persona…
ma che la vita li ha separati.”
L’uomo sente il cuore battergli sempre più forte.
Sussurra con voce quasi impercettibile.
“Non mi ha mai dimenticato…”
Il bambino non capisce.
“La conoscevi?”
L’uomo rimane in silenzio.
Si accovaccia delicatamente all’altezza degli occhi del bambino.
I suoi occhi non si staccano dal ciondolo.
“Potrei…
guardarlo più da vicino?”
Il bambino esita per qualche secondo.
Poi toglie con cura la collana.
La mette nella mano dell’uomo.
L’uomo la gira lentamente.
Sul retro…
sono incise due iniziali.
Le sue.
E quelle della donna che aveva amato.
Chiude gli occhi.
Una lacrima cade sul metallo consumato.
Il ragazzo rimane immobile.
“Perché questa collana ti fa piangere?”
L’uomo apre lentamente gli occhi.
Guarda il bambino.
Poi il ciondolo.
Poi il mazzo di fiori.
Come se tutta la sua vita fosse cambiata in pochi secondi.
Offre delicatamente la collana al ragazzo.
La sua mano trema ancora.
“Tienila sempre con te…
come ti ha chiesto tua madre.”
Il ragazzo se la rimette al collo.
Poi sorride timidamente.
“Grazie…
Non la tolgo mai.”
L’uomo stringe il mazzo di fiori al petto.
Voleva parlare.
Voleva fare mille domande.
Ma non uscì alcuna parola.
In lontananza…
Un’auto si fermò lentamente vicino al marciapiede.
Una donna anziana scese con difficoltà.
Il ragazzo si voltò subito verso di lei.
“Nonna!”
Le corse incontro.
L’uomo la osservò in silenzio.
La donna anziana alzò lo sguardo.
Vide il volto dello sconosciuto.
E si bloccò all’istante.
La borsa che teneva in mano le scivolò lentamente dalle mani.
Il suo viso impallidì.
Sussurrò con voce tremante…
“Tu…?”
L’uomo la riconobbe immediatamente.
Era la madre della donna che aveva amato.
I loro sguardi si incrociarono.
Nessuno dei due parlò.
Ma entrambi capirono…
che dopo tanti anni…
la verità era finalmente tornata a perseguitarli.